Sabato 6 novembre alcuni di noi dello SpiGAS hanno partecipato, chi tutto il giorno e chi solo all’incontro del pomeriggio, alla giornata “Lezioni di Agronomia” a casa di Anna.

Nel “tour-lezione” del pomeriggio l’agronomo Luca Conte si è rivelato una persona, oltre che molto competente sul tema dell’agricoltura biologica, anche un bravo divulgatore, spiegando in termini semplici la base scientifica che sta sotto le tecniche di agricoltura biologica.

Abbiamo visitato una bellissima serra “da foto” con cavoli cappucci, bieta e insalate, nella quale il controllo delle erbe infestati avviene tramite una tecnica di “pacciamatura”: il terreno, modellato a “montagnola”, viene ricoperto con un telo di plastica nera sotto il quale si trova l’impianto di irrigazione a goccia; i corridoi tra le diverse “gombine” (“montagnole”) vengono ricoperti con fogli di cartone e paglia. In questo modo, limitando le lavorazioni al minimo, si mantengono i microrganismi utili (millepiedi, lombrichi…) e si limita il ricorso agli antiparassitari, che comunque sono biologici, ma costosi (es. piretro, microrganismi utili…). Le “gombine” così preparate sono praticamente “permanenti”, ossia rimangono per più coltivazioni successive.

La serra dove ora sono coltivati cavoli, bieta e insalata verrà messa a riposo nel periodo tra dicembre e febbraio, perché in quel periodo le basse temperature non permettono la coltivazione.

I volontari hanno invece preparato in mattinata una serra dove a febbraio verranno piantate, con la stessa tecnica delle “gombine” alte, dell’irrigazione a goccia e della pacciamatura, patate, che come “patate novelle” saranno pronte a maggio.

Abbiamo visitato anche il campo di radicchio di Treviso, che tra poco verrà sottoposto, dopo essere stato prelevato dal campo e messo in apposite cassette, a sbianchimento tramite immersione in acqua, al buio. In queste condizioni si formano i cespi con le foglie bianche e rosse che vengono venduti.

L’anno prossimo la tecnica delle “gombine” rialzate e della pacciamatura utilizzata nelle serre verrà utilizzata anche per le coltivazioni in pieno campo, dove per estirpare le malerbe ora vi è un grande dispendio di tempo e manodopera. (N.B.: le “gombine” rialzate verranno realizzate da una macchina e non a mano dai volontari…!! Già qualcuno era sbiancato…)

 

L’agricoltura biologica non è un tornare al passato, ma sfruttare al meglio le conoscenze scientifiche per impattare meno sull’ambiente (parole di Luca Conte).

Luca Conte tiene corsi di agricoltura biologica itineranti (non c’è una sede fissa) per chi vuole cambiare lavoro e “fare il contadino”; le lezioni sono tenute da agricoltori e si svolgono nelle aziende.

Insomma…bellissima accoglienza, molto interessante la lezione e bellissime persone!

Articolo e foto di Francesca Pavanello