“Il mio dottore mi diede sei mesi di vita, ma quando non lo potei pagare, me ne diede altri sei” è solo  uno tra i tanti  aforismi (questo in un film con Walter Matthau) sciorinati dal dott. Ennio Caggiani, venerdì 18 ottobre scorso,  per parlare di  Decrescita della salute.

L’incontro, organizzato da Mag Venezia presso la Botteghetta di Salzano e introdotto dalla dott.ssa Laura Perocco, ha voluto affrontare la malattia mettendosi dalla parte della salute, giocando d’anticipo, far ben capire la differenza tra prevenzione e diagnosi precoce.

“Quanto medici o mass media ci propongono una salute come benessere psico-fisico, dandoci indicazioni su come perseguirla? Quanto il nostro cibo, la nostra aria sono salutari? Quanto i nostri medici premono perché lo siano?”. Queste domande diventano ancora più interessanti per la platea, se a porle sono proprio due medici di base, preoccupati nei confronti di una sanità sempre più tesa ad una ricerca forsennata della malattia, innescando, galeotto spesso lo screening ad ogni costo, fruttuosi meccanismi di paura anche nei sani. Dei frutti di questo “giro virtuoso” fatto di paura – diagnosi e terapia traggono il maggior beneficio le case farmaceutiche ben s’intende.

“Uno dei primi doveri del medico è educare le masse a non prendere medicine” diceva Osler, uno dei padri della medicina moderna, ma quando è stato chiesto al pubblico presente chi mai fosse uscito da uno studio medico senza una rincuorante prescrizione farmacologica, si saranno alzate forse due mani su circa 200 presenti.

La conferenza è caduta in un venerdì nero per la sanità pubblica, in cui campeggiava sui quotidiani  lo scandalo delle prescrizioni ormonali, in cambio di crociere e benefit vari, tanto da accreditare le provocazioni di Caggiani circa il ‘reclutamento di nuovi pazienti’ attuato in modo quantomeno sospetto.

Il tono del dott. Caggiani è stato decisamente pungente nei confronti di un sistema in cui manca l’informazione, quella che potrebbe aiutarci a non oltrepassare lo spartiacque tra la salute, pur con i suoi alti e bassi e la malattia degenerativa, toh! magari a prevenire anche lo screening, giusto per risparmiare un po’  e poter parlare di decrescita degli sprechi per la sanità pubblica.

Qualche consiglio su come condurre una vita equilibrata è stato dato. Alcune sono cose risapute come mangiare biologico, molta frutta e verdura, poca carne, digiunare almeno un pasto la settimana, fare una bella passeggiata giornaliera, altre meno note come eliminare il forno a microonde, bere più acqua alcalina, fare pochi accertamenti, ringraziare Dio, quest’ultima a sottolineare che non si vive di solo fisico.

La salute è un bene da perseguire individualmente non da delegare, informandoci per poter scegliere,  ascoltandoci prima di farci auscultare.

Articolo di Roberta Cazzin - Ottobre 2012